Anziani a Latina: l’escalation delle truffe

Anziani a Latina: l'escalation delle truffeSecondo i dati diffusi da Confartigianato Persone, il record di famiglie italiane insicure si registra nel Lazio, con il 51,6% che percepisce il rischio criminalità nella zona in cui vive. Secondo questa indagine, realizzata attraverso interviste dirette, il 42,1% degli anziani (over 60) ha subìto almeno un tentativo di reato negli ultimi 3 anni.

La maggiore incidenza di reati si registra per la visita di falsi incaricati di aziende di servizi, rilevato dal 15,8% degli intervistati. Seguono il furto in abitazione o in azienda (12,1%), il tentativo di scippo (8,4%), l’attivazione di servizi non richiesti per via telefonica (7,9%), il furto fuori casa (7,8%), la visita in casa di falsi funzionari pubblici (6,7%), raggiri fuori casa in prossimità di banche, poste, negozi (6%), pratiche commerciali aggressive o poco chiare (3,7%), frode online (2,7%). L’aggressività delle tecniche di truffe, raggiri e furti e la maggiore fragilità degli anziani porta ad un’alta realizzazione del reato per lo scippo, con l’84,7% dei tentativi riusciti, per il furto fuori casa (83,9%) e per il furto in abitazione/azienda (81%).

Più contenuta, ma comunque elevata, la riuscita per i raggiri fuori casa vicino a banche, poste, negozi (48,6%), l’attivazione di servizi non richiesti per via telefonica (42,1%) e le frodi online (40,7%).

Credo che il fenomeno a Latina abbia raggiunto livelli esponenziali con l’impossibilità, da parte delle forze dell’ordine, di porre un freno al fenomeno ustionante che non di rado rischia di mettere a repentaglio l’incolumità delle vittime. Nell’ultimo mese a Latina si è registrata una decina di reati ai danni di anziani. Scippi di catenine nel parcheggio di un noto centro commerciale, numerose truffe al cimitero eseguite con una tecnica sofisticata che prevede (da parte del lestofante) una presunta conoscenza di vecchia data con la vittima che si conclude con una richiesta di denaro motivata da cause apparentemente plausibili.

L’amministrazione comunale, per quelle che sono le sue competenze, dovrebbe attivare un servizio di informazione rivolto proprio agli individui over sessanta, con mini corsi organizzati con l’ausilio di polizia e carabinieri, da attivarsi anche attraverso i centri sociali, tali da spiegare; quali tecniche usano le organizzazioni malavitose esperte nel settore criminale, onde evitare ad una fascia debole e sempre più in crescita come quella degli anziani, di cadere vittime del truffatore di turno. È un compito questo, che non può prescindere da un tavolo di confronto tra Comune, forze dell’ordine, associazioni di categoria e dei consumatori, che si trasformi in un’azione sinergica che se non porterà all’eliminazione del fenomeno, ne contrasterà sicuramente la crescita con una prevenzione corale. Qualcosa è stato fatto in verità, in questo senso: nel luglio dell’anno scorso, dopo un incontro in Prefettura incentrato sulla problematica delle truffe agli anziani, è stato predisposto un documento con alcune raccomandazioni comportamentali da seguire: è consultabile sul sito del Comune di Latina (www.comune.latina.it) ma dal momento che la fascia degli over sessanta non ha particolare dimestichezza con il web e che, nonostante le raccomandazioni inserite nel documento, le truffe continuano ad essere perpetrate, va riconsiderata l’dea di una nuova valutazione del fenomeno e di un’attività di comunicazione preventiva più incisiva.

Marilena Sovrani

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